Orlando Furioso

L'Orlando Furioso di Ludovico Ariosto à la Queneau (Cent Mille Miliards de Poèmes)

A ritenerla e farle far dimora
non men de' dui cugini il petto caldo
quanto fia meglio, amandola tu ancora
tra il conte orlando e il suo cugin rinaldo
come l'avremo in potestate, allora
d'amoroso disio l'animo caldo
che per amor venne in furore e matto
dirò d'orlando in un medesmo tratto.

Che mira senza fronde e senza onore
muto restava, mi cred'io, se quella
trovane un altro, ed abbil con più onore
dove, poi che rimase la donzella
un tal rinaldo, e forse anco migliore
inanzi al caso era salita in sella
ah più tosto oggi manchino i dì miei
fu de la bella angelica, e per lei.

Dunque in sì poco credito con vui
e senza far parola, chetamente
oh gran bontà de' cavallieri antiqui!
stette, signore, il cavallier dolente
e si sentian degli aspri colpi iniqui
a lamentarsi sì soavemente
pel bosco ferraù molto s'avvolse
il savio imperator, ch'estinguer volse.

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