- Buongiooòrno, bambini!
- 'giooòrno, maè.

1. Primo giorno di scuola

Fare e capire il digitale - Copyright 2001 Stefano Penge

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Rivelazione delle 8 e 30: l'angoscia del primo giorno di scuola, quella vera, non sta dalla parte dei ragazzi, ma degli adulti.
Da quella parte della linea la situazione non è poi così grave: basta seguire il gregge,
fare più o meno come gli altri, restare il più possibile coperti, e prima o poi la campanella suona.
Il problema è da questa parte della barricata.

Ventidue paia d'occhi sono puntati su di me, e io non so dove guardare.

Li devo ignorare, come si fa con gli animali, che altrimenti interpretano uno sguardo
troppo diretto come una sfida, una minaccia? Devo selezionarne alcuni, che almeno in questi primi attimi saranno eletti ambasciatori involontari, portatori dell'ingrato compito di rappresentare davanti me, principiante assoluto, l'intera classe studentesca? O devo restituire la scortesia, impegnandomi in un duello silenzioso, uno contro uno, cercando di mostrarmi all'altezza, uno che sa il fatto suo, in parole povere facendo di tutto per far sentire loro che non sarà facile mettermi sotto?

Involontariamente, e quasi con gratitudine, gli occhi si posano sul computer che sta in un angolo, su un banco tra l'armadio e la finestra grande. Mentalmente lo esamino, lo catalogo, con la scusa di valutare se sarà in grado di svolgere il compito per il quale è chiamato (per il quale siamo chiamati entrambi), in realtà approfittandone per riempirmi la mente con domande familiari, termini amichevoli, espressioni gergali che mi fanno sentire per un attimo a casa: sarà un pentium 200, chissà quanta RAM, avrà un controller SCSI?, ma figurati, il video è solo un 14, speriamo che regga a 800x600, quella tastiera è la solita cinese, il mouse invece sembra decente...



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