La pesca è la principale attività dei capoverdiani e
la risorsa più importante dell'arcipelago.
A bordo di barche in legno inferiori ai sette metri,
una dozzina di pescatori lascia la spiaggia a mattino inoltrato
e si spinge alla ricerca dei branchi di "cavala", una specie
di
pesce azzuro di cui sono ricchissime le acque dell'arcipelago.
Individuato il luogo ritenuto più adatto, uno di essi si cala
in mare e,
tenendosi alla prua della barca, scruta il fondale per avvistare i pesci.
Spesso la ricognizione si deve interrompere per l'arrivo degli squali,
anch'essi a caccia di cavala.
Le reti vengono calate in mare, distese ed issate a bordo con la
massima velocità e con il solo aiuto della forza delle braccia.
In una sorta di rincorsa per la sopravvivenza, uomini e pescecani
cercano di raggiungere per primi il pesce.
Santa Maria è la spiaggia più turistica dell'isola:
il luogo in cui sorgono i grossi hotel internazionali,
dove annoiati surfisti e le loro findazate abbronzatissime-tutte-firmate
possono affittare un fuoristrada e pagare con Carta di Credito....
Nonostante ciò la vita dei capoverdiani sembra scorrere
indifferente nelle assolate piazzette del piccolo paese.
Quasi sordi al cicaleggio dei turisti che affollano i negozietti di
souvenir senegalesi e i ristoranti che profumano di mare.