L'isola di Sal fu scoperta nel 1640 dai portoghesi che la chiamarono
"plana": una piattaforma di sabbia e salgemma, continuamente
battuta
dai venti, è l'isola che più ricorda il deserto.
Non vi sono montagne, solo un cratere spento con al fondo una
gigantesca salina naturale.
L'acqua dell'oceano, percorrendo canali sotterranei, arriva al fondo
del cratere e, a causa delle alte temperature, evapora lasciando sul
fondo uno spesso strato di sale grezzo e bianchissimo.
I portoghesi che scoprirono la salina ne iniziarono lo sfruttamento
intensivo. E il sale costituì per lunghi anni la principale
risorsa
del luogo, tanto da dare il nome all'isola stessa.
Abbandonato del tutto lo sfruttamento 20 anni fa, oggi Pedra do Lume
sembra un paesaggio lunare immerso in un silenzio irreale.
Suggestiva scenografia di archeologia industriale, insieme agli arruginiti
barconi che servivano a trasportare il sale fino alle isole vicine.
Nelle acque del cratere è oggi possibile bagnarsi e galleggiare
agevolmente grazie all'alta concetrazione salina.
Lo sviluppo turistico che si sta facendo strada, ne farà a
breve
un centro di "talassoterapia".
L'incanto del posto dovrà cedere il passo all'avanzare dei
dollari.