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Per i neofiti delle arti marziali giapponesi può essere utile iniziare con qualche cenno alla terminologia utilizzata. Una delle parole fondamentali è "do", che solitamente si traduce con "via" o "sentiero". Per esempio il kendo è la "via della spada", nome che indica che i principi della disciplina dovrebbero influenzare lo stile di vita di chi la pratica. "do" è anche la radice delle parole "DOJO", la palestra dove si studia e si pratica un'arte marziale e "BUDO", il termine generale con cui si indicano tutte le arti marziali giapponesi. Infine il "do" più importante di tutti è quello che compare nel termine "BUSHIDO", la "via dei samurai ", cioè il codice di valori che vigeva in età feudale e che in qualche misura viene osservato ancora oggi.
Tra i budo che i samurai dovevano apprendere c'erano: il BA-JUTSU, letteralmente "arte equestre"; l'ATEMI WAZA, un parente del karate; il BO-JUTSU, combattimento con delle aste; l'HOJO-JUTSU, che consiste nel bloccare l'avversario; il JITTE-JUTSU, insieme di tecniche che prevedono l'uso del manganello di ferro utilizzato come emblema e arma dei poliziotti del periodo Edo; il KAMA-JUTSU, insieme di tecniche che utilizzano la falce; il KEN-JUTSU, di cui esistevano due scuole, una che utilizzava una spada sola l'altra due; il KYU-JUTSU; il NAGINATA-JUTSU; il SHURIKEN-JUTSU, lancio dei coltelli e la micidiale tecnica ninja del "lancio delle stelle"; il SO-JUTSU, combattimento con lance; il TEPPO JUTSU, tiro con l'archipugio e molte altre.
"JUTSU" significa arte, secondo alcuni è possibile praticare molti jutsu, ma un solo "do". Può darsi che questo fosse vero nei tempi antichi, ma oggi non è difficile incontrare cinture nere in due o tre discipline diverse.
Le arti marziali possono essere suddivise in forme "soft" (come l'AIKIDO), il cui principio fondamentale e non fare del male all'avversario e forme più violente (come il KARATE), nelle quali traumi e lesioni fanno parte del "gioco". Si puo fare un'ulteriore distinzione fra forme armate e forme disarmate, ma anche nel karate, che significa letteralmente "mano vuota", si possono utilizzare delle armi nei livelli superiori della disciplina.
Lo shorinji kempo è una arte marziale fondata da Doshin So nel 1947, da una piccola cittadina giapponese, precisamente Tadotsu nella prefettura di Kagawa-ken, nell'isola di Shikoku, questo uomo ha fondato una arte marziale che a distanza di 54 anni è popolare in tutto il mondo, ha rappresentanze in 28 paesi diversi.
Doshin So creò un arte marziale che servisse all'uomo per sviluppare tre aspetti fondamentali della vita: sviluppo spirituale, buona salute e difesa personale. Il suo particolare modo di visione del bu-do come mezzo didattico per trasmettere gli alti valori morali del buddhismo, lo portò a creare lo shorinji kempo unendo l'insegnamento del kongo zen una pratica filosofica religiosa con ekkin gyo una arte marziale praticata anche dal mitico bodhidharma nel tempio di shaolin ssu, Doshin so chiamato di seguito Kaiso, trae la sua tradizione marziale proprio da un lungo periodo passato in Cina, a studiare le varie forme di kempo esistenti in quel paese, associandolo poi alla sua lunga e personale esperienza di tante arti marziali che ebbe modo di studiare e di elaborare sino ad arrivare al moderno Shorinji Kempo.
Lo shorinji Kempo si divide in Go-ho, Ju-ho, Sei-ho, anche se al neofita sembrerebbe che i tre sistemi siano diametricalmente opposti con la pratica si accorgerà, giorno per giorno, che i tre sistemi sono il medesimo sistema e che i principi su cui si basano appartengono allo stesso ceppo.
Ju-ho o tecniche morbide, sono immobilizzazioni, svincoli, proiezioni; esse sono effettuate su qualunque tipo presa, ma anche applicate prendendo una iniziativa offensiva.
Go-ho o sistema duro, calci pugni e parate, sempre nel rispetto del prossimo e nell'armoniosa collaborazione con il proprio partner, la strategia dello shorinji kempo prevede come arma fondamentale il contrattacco, quindi è buona regola allenarsi: prima attacco poi difesa.
Sei-ho o sistema curativo, tramite questa antica terapia chiamata keriaku hiko, si riesca a risolvere e riassorbire piccoli traumi, ma anche migliorare il benessere fisico utilizzando un singolare metodo di massaggi, esiste anche lo studio approfondito dei punti vitali kyusho che si usano per curare ma anche per realizzare un buon atemi.
il kongo zen è una disciplina spirituale basata su due principi basilari di collaborazione e pratica; Ken Zen Ichinyo, allenare sia corpo e mente come se fossero una sola cosa; e Riki Ai Funi, il concetto che l'amore e la forze devono cooperare per far raggiungere ad un individuo la piena maturità.
E' doveroso indicare che in Italia lo shorinji kempo è presente con una federazione italiana (F.I.S,K.) e con 12 branch (dojo autorizzato dalla organizzazione mondiale di shorinji kempo: WSKO) su tutto il territorio nazionale
L'AIKIDO è spesso paragonato al judo ma è un'arte marziale meno aggressiva. Nell'aikido le tecniche di atterramento svolgono un ruolo preponderante e si utilizzano la forza e gli attacchi dell'avversario a proprio vantaggio. L'aikido nacque nel periodo Kamakura ma, al pari di molte altre arti marziali, ha raggiunto la forma attuale solo in tempi relativamente recenti. Negli anni '20 e '30 UESHIBA MORIHEI attinse agli insegnamenti e alle tecniche di diverse scuole di autodifesa e creò l'aikido.
Si giunge alla vittoria unendo la propria energia, il "KI" (spirito), con quella del rivale. Lo stesso nome aikido, che significa "la via dell'unione dei ki", indica i principi fondamentali di questa disciplina.
Tra tutte le tecniche disarmate* giapponesi, l'aikido è probabilmente quella che pone maggiormente l'accento sulla difesa. E' possibile fare del male all'avversario, ma non lo si fa intenzionalmente, oppure l'obbiettivo è quello di scoraggiarlo o neutralizzarlo momentaneamente.
*L'aikido non è proprio un'arte marziale disarmata in quanto alcune tecniche derivano dalle discipline di spada. Spada che seppur di legno viene ancora utilizzata durante la pratica insieme al jo (bastone corto) il bo (bastone lungo utilizzato da alcune scuole) ed il tanto (pugnale giapponese di legno).
Pur essendo l'arte marziale più conosciuta in assoluto, il karate è nato in tempi relativamente recenti. E' vero che ha alle spalle una lunga storia, ma sotto forme e con nomi molto diversi.
Il karate giunse il Giappone negli anni '20 da Okinawa, dove si era affermato nel XVII secolo. Era nato come forma di autodifesa per chi era sprovvisto di armi e doveva difendersi da un avversario armato. Il karate è caratterizzato da colpi portati con il taglio della mano e dai calci. Le lesioni che si possono provocare, almeno potenzialmente e l'intenzione di fare del male all'avversario, fanno si che il karate non possa essere considerato uno sport. Alcune scuole praticano il karate "full contact" per il quale si utilizzano guanti e stivali imbottiti e indumenti protettivi e in cui vince il contendente che tocca più volte l'avversario.
Il Ju-Jitsu è una pratica antichissima in cui disciplina, rigore, esercizio fisico, sono gli elementi fondamentali.
Oggigiorno quindi, chi segue corsi di Ju-Jitsu acquisisce la disciplina ed il rigore, tipici delle arti marziali e soprattutto impara tecniche di difesa personale, grazie alle quali un'aggressione, improvvisa o meditata, non è più una situazione difficile da affrontare.
Poichè il Ju-Jitsu richiede destrezza e non forza o violenza, esso è praticabile da tutti, senza distinzione di età, sesso o costituzione fisica. Non a caso le donne che lo praticano sono in aumento.
Presso le sedi affiliate con la World Ju-Jitsu Federation (WJJF), si impara a difendersi da attacchi, da uno o più avversari, e a contrattaccare con calci e pugni. Si impara inoltre a colpire l'avversario nei punti vulnerabili del corpo (kyusho o atemi) ed a effettuare e difendersi da leve articolari e strangolamenti.
Oltre al combattimento disarmato, il jujitsu prevede l'uso delle armi (sai, katana, tonfa, kama ecc.) ed insegna a difendersi e ad attaccare con esse.
La World Ju-Jitsu Federation, è il risultato di trent'anni di esperienza e di ricerca nel campo delle arti marziali e del ju-jitsu, ad opera del Soke Robert Clark 9° dan. Trent'anni passati a studiare, sviluppare, e praticare l'antica arte orientale del ju-jitsu, creando uno stile che viene insegnato in tutto il mondo sia nelle palestre che nelle scuole militari o di Polizia, in Israele come in Canada, in Inghilterra come in Italia.
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