A Roma: lo studio degli antichi
Commento
Michelangelo a Roma presso il cardinale di San Giorgio, il cui barbiere si dilettava di pittura, ma non possedeva abilità nel disegno. Gli disegnò un cartone di S. Francesco che riceve le stimmate. Il barbiere lo dipinse su di una tavoletta, che si trova ancora nella prima cappella a sinistra della chiesa di S.Piero a Montorio.
Iacopo Galli, gentiluomo romano, gli fece fare un cupido in marmo e un Bacco di palmi 10 con una tazza nella mano destra e nella sinistra una pelle di tigre ed un grappolo di uva che un satirino cerca di mangiare. L'abilita' di Michelangelo si vede nel modellato delle membra, unendo la sveltezza della gioventù del maschio con la carnosità e tondezza della femmina. La scultura di trova adesso al Bargello.
Scrive il Vasari:
"Vennegli volontà di trasferirsi a Roma, per le maraviglie ch'udiva de gli antichi, per che quivi giunto, fece nella casa de' Galli, dirimpetto al palazzo di San Giorgio, un Bacco di marmo, maggior ch'el vivo, con un satiro attorno, nel quale si conosce che egli ha voluto tenere una certa mistione di membra maravigliose, e particularmente avergli dato la sveltezza della gioventú del maschio e la carnosità e tondezza della femmina: cosa tanto mirabile, che nelle statue mostrò essere eccellente piú d'ogni altro moderno, il quale fino allora avesse lavorato."
Stando a Roma Michelangelo si esercitò e migliorò molto nello studio dell'arte, superando in bellezza e perfezione quanto di antico vi era in Roma.
Proprietà
Anno: 1497